Che cosa vede
Le posizioni di cui risulta titolare, con le quote libere e quelle impegnate in una cessione. Per ciascuna: il fascicolo che la sostiene, l'impronta ancorata con la sua data e la versione dei doveri che ha accettato.
Chi detiene una posizione, chi la emette e chi deve controllarla dall'esterno guardano lo stesso registro per ragioni che non si somigliano. Qui ciascuno trova la propria.
Ha una posizione a proprio nome e vuole sapere che cosa ne può fare, a quali doveri ha aderito e che cosa succede il giorno in cui deve dimostrarlo a qualcun altro.
Le posizioni di cui risulta titolare, con le quote libere e quelle impegnate in una cessione. Per ciascuna: il fascicolo che la sostiene, l'impronta ancorata con la sua data e la versione dei doveri che ha accettato.
Cedere le proprie quote a un altro soggetto abilitato, seguendo il vincolo di garanzia fino alla conferma dell'incasso. Scaricare i documenti del proprio fascicolo. Rifare in proprio la verifica, come la farebbe un estraneo.
Verificare la propria identità una volta. Provare di essere titolare del portafoglio firmando una richiesta, senza che alcuna chiave lasci il dispositivo. Leggere i doveri della posizione e aderirvi prima di disporne.
La proprietà pro quota del bene descritto nel fascicolo, nella misura delle quote di cui risulti titolare. Nient'altro: la quota non dà diritto a somme periodiche e non promette alcun valore futuro. Che cosa comporti nei rapporti con i terzi dipende dall'atto che la istituisce: tecnicamente implementato; la qualificazione giuridica è riservata al legale incaricato dal Cliente.
Porta un bene nel registro e ne risponde. È il percorso con più responsabilità e con più tracce lasciate: ogni atto compiuto resta ricostruibile, compresi i propri.
Le posizioni che ha costituito, quante quote esistono per ciascuna e come sono distribuite fra gli indirizzi. Lo stato di ogni cessione in corso e la cronologia degli ancoraggi compiuti.
Depositare un fascicolo e ancorarne l'impronta. Costituire la posizione e dividerla in quote. Pubblicare la scheda dei diritti e dei doveri, e una sua versione successiva quando serve.
Che il fascicolo depositato corrisponda al bene descritto. Che i doveri siano scritti prima dell'emissione e non dopo. Che ogni modifica alla scheda sia una versione nuova, ancorata come tale: nulla si riscrive a ritroso.
La responsabilità di ciò che dichiari nel fascicolo. Il registro certifica che quel documento esisteva in quella forma a quella data, e non che il suo contenuto sia vero: la distinzione è netta e va tenuta. La piattaforma non entra nel merito del bene, non ne stabilisce un prezzo e non media fra le parti.
Un notaio, un legale, un'autorità. È il percorso più corto dei tre, e lo è per costruzione: il controllo non deve passare da noi, altrimenti non sarebbe un controllo.
I fatti registrati sulla catena per una posizione: che esista, quante quote la compongono, quale impronta è ancorata e in che data. Nessun nome e nessun documento: quelli non stanno sulla catena.
Confrontare il documento che ha in mano con l'impronta ancorata. Il calcolo avviene nel suo browser e il documento resta sul suo dispositivo: non viene inviato a noi né a nessun altro.
Il documento e l'identificativo della posizione. Nessun account, nessuna richiesta da inoltrare, nessuna attesa: chi verifica non deve chiedere il permesso a noi e non deve fidarsi di noi.
L'impronta resta scritta sulla catena pubblica, che non è nostra, e il confronto si può rifare con qualunque strumento capace di calcolare la stessa funzione. Il documento è già in mano a chi lo deve dimostrare. È la ragione per cui l'impronta sta là fuori e non nel nostro archivio.
Il percorso completo racconta i sei momenti del registro, dal deposito del fascicolo alla verifica compiuta da un terzo. Le domande frequenti rispondono a quelle che restano, comprese quelle a cui si preferirebbe non rispondere.